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Il modello "BOT" nel project financing

del Dott. Guido Ottaviano

I continui mutamenti che hanno recentemente caratterizzato gli scenari internazionali hanno portato ad un crescente interesse per lo sviluppo di nuove tecniche di finanziamento; tra queste il project financing sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, poiché consente la realizzazione di progetti difficilmente ottenibili sulla base del mero ricorso al solo supporto creditizio tradizionale. Il project financing (p.f.) è infatti un approccio innovativo che mira alla soluzione del problema relativo alla realizzazione di quei progetti di investimento capital intensive, che quindi risultano particolarmente impegnativi sotto il profilo finanziario.

Molto spesso il ricorso al project financing è utilizzato per la realizzazione di infrastrutture di interesse pubblico. Si tratta di attività che comportano l'utilizzo di suolo pubblico e vedono la partecipazione diretta dello Stato. In tutti questi casi le operazioni di project financing derivano da un'attività pubblica di programmazione e di impulso all'economia e sono collegate a un atto pubblico, la concessione, che autorizza l'iniziativa imprenditoriale e ne fissa termini e condizioni.

In particolare, lo strumento della concessione applicato a operazioni di project financing si è sviluppato attorno alle possibili varianti di uno schema principale, chiamato BOT (Build, operate and trasfer o anche Build, own and transfer).

Sulla base di questo schema viene messa a gara la concessione di costruzione e gestione di un'opera, con diritto di utilizzo commerciale limitato a un periodo di tempo determinato, chiamato periodo di utilizzo o sfruttamento dell'opera, e con obbligo finale di trasferire al soggetto pubblico concedente il possesso delle opere realizzate o di rinnovare la concessione di gestione.

Naturalmente, le condizioni perché il "BOT" possa essere applicato riguardano soprattutto la capacità dell'infrastruttura di produrre redditi tali da poter remunerare l'investimento del realizzatore, quindi è necessario che l'opera pubblica produca servizi vendibili (opera pubblica a tariffa, cioè le opere e le infrastrutture la cui gestione produce un reddito).

In sostanza lo schema é caratterizzato dal fatto che l'intero azionariato dell'impresa committente (sponsors, appaltatori, banche e privati) é nel complesso strettamente legato all'investimento, in quanto il rientro del capitale di rischio apportato avverrà solo nel momento in cui si sia provveduto alla costruzione dell'impianto (build), alla gestione dello stesso per un determinato arco di tempo (operate, own), ed, infine, alla cessione dei pacchetti azionari (transfer).

L'esempio più evidente di "BOT" é rappresentato dal finanziamento del tunnel della Manica. In questa occasione, dopo una lunghissima gestazione dell'assemblaggio del pacchetto finanziario, a fronte di quattro miliardi di sterline di crediti é stato raccolto un miliardo di sterline di capitale di rischio.

Questa formula, pur avendo un discreto successo negli USA, non sembra aver ancora risolto le remore ad effettuare investimenti nei paesi in via di sviluppo, poiché rimane alto il rischio Paese e rimangono basse le prospettive di reddito. Per sbloccare tale situazione é necessario un coinvolgimento diretto della Banca mondiale e degli organismi nazionali di sviluppo delle esportazioni nei "BOT". D'altra parte, lo schema dei "BOT" rende ancor più variegate le combinazioni alternative di spartizione dei rischi e dell'impegno finanziario e, dunque, ancora più lunga la contrattazione tra le parti. Ad oggi gli esperti sono ancora indecisi se ritenere i "BOT" uno strumento valido e innovativo oppure un'inutile ed eccessiva complicazione.

Esistono altre tipologie di project financing assimilate al "BOT", che differiscono dallo schema "BOT" soprattutto per i termini della concessione.

Il BOO (Build, own, operate), ad esempio, è caratterizzato dal fatto che una società di progetto costruisce e gestisce una determinata opera rimanendo titolare della proprietà. Tale schema può essere applicato anche a iniziative totalmente private, nell'ambito delle quali non c'è quindi alcun atto di concessione pubblica. L'opportunità di definire i termini della concessione è importante al fine di garantire alla società di project financing il raggiungimento di un adeguato livello di rendimento del capitale investito.

Il BRT (Build, rent, transfer) è il caso in cui dopo la costruzione le opere vengono date in affitto a un gestore che si impegna a pagare un canone. Al termine del periodo, l'opera sarà trasferita al gestore stesso o alla pubblica amministrazione.

Il BT prevede il trasferimento dell'opera non appena completata la costruzione a fronte di un pagamento rateale del prezzo. Si tratta però di uno schema che non rientra nelle operazioni di project financing. sv q q Pay Car Pay Pay tf Pay

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Diritto & Diritti ISSN 1127-8579 Direttore Francesco Brugaletta
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